U.C.I.I.M. Calabria

Associazione professionale cattolica di
dirigenti, docenti e formatori

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La città che vorremmo

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Gruppo di lavoro per Lamezia

La città che vorremmo

Proposte di un Progetto per Lamezia Terme

 

                                                      Premessa

Nel corso di quattro incontri, il Gruppo di lavoro per Lamezia, composto da cattolici delle diverse responsabilità pubbliche e civili (docenti universitari e delle scuole secondarie, dirigenti scolastici, medici, alti magistrati, imprenditori, dirigenti comunali, avvocati, ecc.) espressione del mondo cattolico ha elaborato un documento che intende offrire alla Città in questo momento difficile della sua storia.

                                                     Introduzione

Questo documento ha lo scopo di proporre, strade per uscire dall ‘attuale difficile e complessa situazione sociopolitica di Lamezia. E’ prioritario attivare una forte sensibilizzazione sul piano etico, culturale, sociale, ecclesiale e spirituale, partendo dalla consapevolezza che si deve operare per la risurrezione della Città e quindi,, vivacizzare le coscienze nei settori della scuola, della sanità, dello sviluppo del territorio, attaccando la mentalità mafiosa con la cultura della giustizia e della legalità a partire da più approfondite e chiare analisi sulle cause remote e prossime della situazione.

Si rende doverosa da parte cattolica cominciare da una seria autocritica, dentro robusti itinerari di catechesi sociale nelle comunità parrocchiali e nel Iaicato organizzato per passare da un cristianesimo di solo culto e dottrine, di emotività occasionale ad un cristianesimo del quotidiano, di testimonianza responsabile nell’ordinario. Cartina tornasole: Chiese piene e situazione sociale eticamente debole. In questo vuoto amministrativo, disorientamento etico, confusione sociale, contraddizioni politiche, recrudescenza mafiosa, che oscurano i immagine della città, è urgente portare alla visibilità le risorse positive.

 

                                                       Scuola

Attraverso un disegno educativo nelle scuole lametine si è chiamati a recuperare l’etica sociale e pubblica per proseguire con più chiarezza nella formazione della coscienza critica costruttiva della comunità iametina.

Dunque, animare le scuole (discenti, docenti con momenti comuni e distinti) per sensibilizzare alla giustizia ed alla legalità, promuovendo iniziative p.e.: concorso per gli studenti delle scuole medie superiori sul tema: “Cosa propone il giovane per il riscatto di Lamezia?”, ricerche nella forma di laboratorio, dibattiti nelle assemblee studentesche, incontri di formazione/aggiornamento dei docenti, tematiche/momenti specifici nelle lezioni in aula. Prioritario resta, comunque, il comportamento esemplare del personale adulto (dirigenti, docenti, personale A.TA.) nella comunità scolastica, a cui offrire speranze e fiducia. Non una scuola asettica, avulsa dall’interessamento e coinvolgimento col territorio ma una comunità scolastica

sensibilizzata sui problemi e sulle prospettive di possibili soluzioni e sull’urgenza della legalità.

Si colga non solo come difficoltà ma anche come opportunità educativa la compresenza nella stessa classe del figlio del reo e del figlio della vittima.

                                                          Sanità

Il mondo della sanità lametina ha bisogno di più coscienza sanitaria, e di servizi efficienti nei vari Reparti. Purtroppo il nuovo ospedale non garantisce tutte le prestazioni fondamentali.

Il sistema sanitario attuale ha indebolito l’accesso reale al diritto alla salute. Per esempio: un problema gravissimo è rappresentato dalle spese pesanti che affrontano pensionati con patologie per pagare esami periodici di laboratorio o per farmaci di elevato costo, p.e.: per diabete, ictus, angioplastica, Alzeimer. osteoporosi, ecc. E’ punto molto dolente anche le somme notevoli che le famiglie debbono affrontare per ottenere il rilascio del certificato medico di sana e robusta costituzione dei figli allo scopo consentire loro di praticare sport educativo e sociale.

Vi è lo spinoso problema, soprattutto per gli anziani, della mancanza di farmacie in vaste zone abitate. Vi è il rischio reale di declassamento dell’ospedale, evento che speriamo non si verifichi per l’immagine di dignità che va salvaguardata alla Città.

Porre al centro del sistema sanitario il primato .della persona umana a partire dai più deboli è indiscutibile segno di civiltà e di saggezza politica.

                                                Legalità-giustizia

L’obiettivo globale in prospettiva che ci si deve porre è come riuscire a bonificare l’ambiente chiamando a raccolta le forze sane e disponibili, isolando il malaffare palese ed occulto.

Nella nota “Lamezia Terme: quale impegno oggi?”, il Vescovo indica un percorso di preparazione, in “unità d’intenti” e nella “concordia a tutti i costi”, marcato dalla “mobilitazione degli animi perché si orientino nella libertà e nella responsabilità verso valutazioni mirate al bene comune~~ dentro “una visione realistica della situazione negativa a causa della pesante presenza della mafia e anche della mafiosità al fine di lottare per “una graduale liberazione’’.

A Lamezia gruppi affaristici occupano zone contigue (tra legalità cd illegalità) alle classi bene di Lamezia.

Certamente la questione criminale è più complessa dello scenario dei dan mafiosi. Ma il nodo è l’ipocrisia. Ci sia più chiarezza per arrivare alle responsabilità. L’intransigenza contro la corruzione, collusione ed interesse antisociale deve essere più allargata e determinata perché tra ch commette un ~azione illegale e chi vi assiste la responsabilità morale è condivisa. La mafiosità ha un aspetto inafferrabile e su questo la comunità cristiana deve dare un messaggio forte.

 

                        Valori strategici per lo sviluppo del territorio

Purtroppo, l’appartenenza vale più della competenza ed i diritti diventano favori.

Il concime della illegalità è fare il proprio lavoro quotidiano senza giustizia, quindi c’è un importante opera nell ‘aspetto culturale da fare per cambiare mentalità nel mondo professionale, ed educare al superamento degli atteggiamenti di mafiosità dove l’interesse individuale si vuole fare intendere interesse collettivo.

Il lavoro per il cristiano è servizio per cui c’è stridente contraddizione tra le Chiese affollate nei novenari e nelle feste e la situazione eticamente svuotata dell’attività umana lametina.

Emerge la richiesta di emarginazione degli ambienti mafiosi ed una forte intransigenza, unita ad una nuova responsabilità sacrificando legami di parentele e comparaggi sospetti. Bisogna entrare in rottura col malaffare, senza fermarsi alla negatività, ma promuovere le positività per una Lamezia libera ed aperta al futuro. Senza la logica cristiana del perdono, la catena degli omicidi non si arresterà. La violenza infatti genera violenza attraverso la spirale della vendetta.

Una presa di coscienza morale è la fonte del cambiamento. Osare, ovvero superare i ‘acquiescenza e la rassegnazione.

L’area lametina rispetto all’area regionale è più indietro come protagonismo locale per lo sviluppo. E’ importante risvegliare la coscienza della coesione locale, dell’identità lametina e convogliare la città verso obiettivi comuni trasformando i punti di debolezza in punti di forza. C’è un nuovo protagonismo nelle nuove provincie di Vibo Valentia e di Crotone che conferma che l’istituzione della provincia di Lamezia è una forte strumentazione politico-governativa di sviluppo socio-economico e di crescita civile.

                                                           Conclusione

Il Progetto Lamezia deve far crescere l’identità lametina ed il senso di appartenenza civile, la coesione locale e la corresponsabilità per il bene comune. L’informazione, oltre che la formazione, gioca un ruolo fondamentale in questa opera.

Lamezia deve riuscire a costituire un gruppo dirigente nuovo che possa far crescere e governare la città invertendo marcia. Bisogna mettere al governo della città figure che taglino i legami mafiosi e mettano i paletti. Il politico costituisce in fondo un modello di comportamento per la collettività. Nella stessa prospettiva si suggerisce di creare un movimento di spinta culturale e di sostegno sociale. I partiti politici sono chiamati a tornare alla cultura politica fatta di conoscenza dei problemi sociali e dell’impegno a portarli a soluzione nell’ottica del bene comune garantito dalla giustizia e dalla solidarietà. Son chiamati a diventare lavoratori attraverso dibattiti di risposte ai diritti e doveri dei cittadini.

La istituzione della Provincia di Lamezia creerebbe un presidio più forte della Stato nei Lametino, con importanti contenuti, una più alta dirigenza dei vari settori di controllo, di prevenzione, di formazione. In sintesi il territorio e la città verrebbero presidiati da intelligenze più elevate ed incisive con strutture, mezzi e strumenti più adeguati e determinanti. Ci si domanda: forse fa comodo che Lamezia non sia provincia ma zona di libero scambio? Certamente, momenti e sedi istituzionali sul territorio creano forza di contrasto all’illegalità. Le parrocchie ulteriormente motivate e coordinate dentro un progetto globale potrebbero essere eccezionali laboratori dal

basso, dentro il popoio per un’azione di bonifica della città. Si deve riprendere la Scuola di formazione sociale e politica della Diocesi con formula nuova, insieme ad una crescita di attenzione verso la Dottrina sociale della Chiesa. Il Progetto Culturale della Chiesa è da riprendere nella nostra diocesi con più convinzione e globalità. Bisogna domandarsi cosa fare perché si formi una classe dirigente degna ed all ‘altezza della nostra situazione alfine di orientare verso una città per l’uomo.

La città di Lamezia è capace di liberarsi della mafia quando esistono alternative credibili. E qui si chiede una sana trasversalità di tutti i partiti nel fare un passo indietro per creare le condizioni, nel prepolitico, di esprimere volti nuovi e giusti, atti a rinnovare la vita politica del lametino, che significa nel contempo irrobustire i partiti in senso etico, culturale e di capacità progettuale oltre che di forza operativa. Bisogna, quindi, tornare all’affezione alla politica, ma ciò non si realizza con il rientro di consumate facce sotto nuove bandiere. Si richiede maggior coraggio a venire fuori come cattolici e uomini di buona volontà e ricercare la vera identità della città.

Il senso ed un concreto impegno di fraternità/solidarietà “rende possibile la soluzione dei maggiori nodi problematici” (Documento conclusivo del Sinodo Diocesano del 1992, n. 65), e può aiutare la maturazione di una identità alta, robusta, armoniosa del volto della città lametina. “Anche per la cultura, la vita sociale e politica del lametino non si intravede altra prospettiva di rigenerazione e di crescita se non questa della solidarietà” (Ibidem) nel superamento della conflittualità che ostacola l’evoluzione cittadina: Lamezia città solidale, nel perseguire il bene comune; fraterna, nella testimonianza del messaggio cristiano. Utopia o possibile traguardo? Dipenderà da un nuovo e diffuso sussulto di amor patrio o meno.

Insieme, dunque, si è chiamati a pensare a liberare ed elevare la città per iniziare un cammino di speranza e di novità.

 

Lamezia Terme, 26 maggio 2003

San Filippo Neri