U.C.I.I.M. Calabria

Associazione professionale cattolica di
dirigenti, docenti e formatori

Sei in: --- >Pagine regionali
Riflessione del Presidente regionale sui fatti di Arezzo

————————————————————————————————————————

Bullismo,teppismo …. ed altri “…ismo”,

Carissimi soci e visitatori del sito http://www.uciimcalabria.it,
nel diffondere l’opportuno comunicato stampa della Presidente nazionale, Prof.ssa  Maria Teresa Lupidi Sciolla, dal titolo “LA SCUOLA E I TRAGICI FATTI DI AREZZO”, colgo l’occasione per  esprimere qualche mia considerazione prendendo spunto da quei fatti.
Premetto che:

  1. La morte di Gabriele Sandri ha colpito tutti perché è morto un giovane che amava la vita. Quel giovane era partito da casa per seguire in trasferta la squadra del cuore. Sull’autostrada ha incontrato il demonio, che ha alimentato lo scontro tra il gruppo di cui faceva parte Gabriele e  i tifosi di altra squadra, e la morte  che lo ha posto sulla traiettoria di un proiettile che non aveva motivo di essere sparato.
  2. La morte di Gabriele è da attribuire, secondo le comunicazioni del questore di Arezzo, ad un agente della polizia stradale in servizio sull’autostrada, che molto probabilmente è incorso in un errore di valutazione. Quell’agente è un altro giovane che quella mattina era partito da casa per servire lo Stato, per garantire la difesa dei cittadini e quindi anche di Gabriele nel momento in cui con i suoi amici si scontrava con tifosi di altra squadra sulla piazzola dell’autogrill. Purtroppo le cose sono andate diversamente. E’ compito della Magistratura accertare i fatti. Noi per quanto è possibile, condividiamo il dolore della famiglia di Gabriele.
  3. Lo Stato mette a disposizione dei cittadini ogni giorno migliaia di uomini e di donne per difenderli dalle rapine, dalle estorsioni, dalle violenze di ogni genere, comprese le violenze intorno ai campi di calcio.
  4. Ogni domenica centinaia di migliaia di persone, giovani e meno giovani, uomini e donne, invadono gli stadi per sostenere la squadra del cuore  e poi tornano a casa felici in caso di vittoria, oppure soddisfatti di un risultato comunque coerente con il valore delle squadre in campo, oppure delusi e amareggiati. Questi sono i tifosi. Ma tra questi tifosi si nascondono i teppisti della domenica ( e forse anche degli altri giorni) mascherati da tifosi, ma pronti a coprirsi il volto con il passamontagna e ad armarsi di spranghe di ferro e di armi proprie e improprie per usare violenza contro i tifosi della squadra avversaria, nei confronti delle strutture sportive, nei confronti dei beni mobili e immobili pubblici e privati, nei confronti delle forze dell’ordine costituite spesso da giovani che preferirebbero tanto poter seguire la propria squadra del cuore se gruppi di terroristi, di squadristi, di teppisti  ed altri …isti non si organizzassero per funestare con le loro azioni delittuose il giorno della festa del Signore.

Fatta questa premessa, condivido il pensiero della Presidente Nazionale, quando afferma che “famiglia e scuola hanno il compito incessante e intramontabile di coltivare nei giovani i valori di nobiltà e  lealtà tramandataci dal mondo antico…”, ma ritengo molto debole l’effetto che può avere l’opera della scuola e della famiglia in tal senso se i mezzi d’informazione, molto più potenti della voce dei genitori e degli insegnanti, spesso “educano”, nel senso che “estraggono, fanno uscire…” come traduce Maria Teresa, “il peggio” di ciascuno, amplificando l’attacco feroce alle istituzioni, da qualunque parte provenga. Nei campi di calcio spesso il giudizio di tre arbitri in campo è messo in dubbio in diretta dal telecronista di turno, spesso tifoso di una delle squadre in campo, esasperando così gli animi di coloro che aspettano solo un cenno per dare inizio ad atti di violenza. Se ci spostiamo in Parlamento, gli esempi di violenza non mancano: c’è sempre qualcuno pronto a dare spallate, ci sono parlamentari della Lega  che occupano la Camera, ci sono attacchi violenti e continui all’operato dei ministri, qualunque sia il provvedimento preso, ci sono tentativi di aggressioni tra fazioni di opposti orientamenti politici. Nel Parlamento Europeo “Grilli parlanti” vomitano nel microfono insulti gratuiti nei confronti delle massime istituzioni, convinti che le sedi istituzionali siano palcoscenici di avanspettacolo.
In sostanza i nostri giovani, quelli che leggono i giornali o ascoltano le trasmissioni televisive che  si occupano di politica, sono disorientati perché tempestati da continui attacchi alle istituzioni, per cui la nostra opera educativa viene vanificata dalla pioggia sistematica di informazioni sulle cose che non funzionano, che sicuramente vanno denunziate, mentre si trascurano volutamente le cose che funzionano, dando l’idea di un Paese alla deriva.
Ma la scuola non per questo si arrende. E non si arrende l’ UCIIM.
Noi continuiamo ad attingere alle fonti della cultura gli insegnamenti necessari da trasmettere ai nostri giovani perché essi possano dare senso alla propria vita, perché essi possano manifestare a viso aperto la loro ansia di verità e di giustizia e farne richiesta alle istituzioni preposte a dare risposte convincenti e continueremo ad attingere la nostra forza alla fonte della Parola per   essere testimoni credibili di valori universali perché i nostri giovani possano riappropriarsi del  loro ruolo di portatori di speranza.

Francesco Caravetta
Presidente UCIIM Calabria